Non so se è la febbre che ha contribuito, ma stanotte ho rivissuto un momento abbastanza orrendo.
Due anni fa.
Catania.
Un caldo boia, strano in un giorno d'aprile.
Solo a casa.
Forse avevo pianto tanto quella mattina, non ricordo bene sinceramente.
So che ad un certo punto mi alzai da quel divano verde, sporco, orrendo, coi cuscini staccati che non stavano mai al loro posto.
Ricordo bene che mi fumai una sigaretta sulla sedia della mia stanza portata fuori nel balcone. Poggiavo le gambe su quella panca grigia che avevo trovato lì. Al solito dunque.
Ricordo di aver fumato lentissimamente quella sigaretta e di aver pensato almeno un milione di volte 'Lo faccio o no?'.
Per la prima volta nella mia vita ero stato abbastanza veloce a decidere. 'Massì, tanto non gliene frega a nessuno proprio un cazzo'.
La panchina grigia traballava abbastanza sotto al mio peso. Ricordo bene che starci in piedi su mi veniva abbastanza difficile. Mi faceva strano vedere i fili per la biancheria all'altezza delle caviglie.
Mi faceva strano notare che quella mattina la mia via fosse totalmente diversa e deserta, al contrario del solito.
'Vabbè, meglio così': non avrei voluto nulla di plateale.
Per un attimo ho pensato a se 15 metri sarebbero stati troppo pochi per.
Poi ho pensato che se fossero stati davvero troppo pochi, non avrei proprio risolto niente.
Ero deciso e con un piede già alzato.
Suona il telefono.
Lo prendo.
No, non lo prendo, cazzo.
E' Cristina.
"Tesoro ero in pausa e volevo sentirti. Come stai? Che stai facendo?" Stacco. Ho pianto davvero tanto dopo quella telefonata. Una stupidissima telefonata che mi ha fermato l'unica volta in cui ero sicuro di fare la cosa giusta.
Quant'ero coglione, dio mio.
Ormai è assodato: ho l'influenza A. E' una normale influenza, sì, ma è pur sempre una cosa che fa morti ogni tanto. Quindi mi preoccupo, và.
Ecco, io vorrei che avesse effetti nefasti su di me. Vorrei addormentarmi in camera mia all'improvviso a causa dell'altissima temperatura e risvegliarmi in una camera d'ospedale, una di quelle tutte bianche.
Vorrei vederci appannato per poi vederci meglio. Vorrei avere difficoltà a sentire quello che c'è attorno a me.
Vorrei riuscire a sentir bene come prima frase "Mi dispiace signora ma l'influenza ha avuto delle ripercussioni violente sull'organismo di suo figlio. Adesso è tutto a posto, i valori sono nella norma ma c'è un problema. Suo figlio ha totalmente rimosso la memoria e i ricordi relativi agli ultimi sei mesi".
Dio, sarebbe bellissimo.
Una scelta è sempre una rinuncia.
(A volte -forse- anche una conquista, dipende da te.)
Stasera questa è una delle ultime cose che leggerò. E' il commento al mio penultimo post. Mi piace.
La scelta di sabato è stata largamente anticipata ad oggi.
Ci sto di merda, davvero di merda.
Ma ho qualcosa dentro di contrastante. Da un lato vorrei non averlo mai fatto per continuare a sperare che tutto si risolvesse da solo.
Dall' altro credo di essere stato un adulto per la prima volta nella mia vita e di aver scelto la strada più giusta da seguire anche se non la più facile e rosea.
Poi penso che sono ancora un liceale dentro. E che potrei venir meno alla mia decisione alla primissima occasione.
Poi penso che sono pur sempre me stesso e che potrei rimanere anche ore a pensare se venir meno o no.
Mi auguro che tutto si sistemi da solo, dopo questa scelta.
Mi auguro tanta serenità perché ne ho davvero bisogno.
Voglio punti fermi nella mia vita.
Non mi va di avere cose in bilico. Voglio certezze.
Per quanto io non sia un fan degli AUT AUT, mi rendo conto che a volte ci vogliono e mi ci vogliano per far chiarezza. Scegliere fa parte della condizione umana. Se io non avessi fatto delle scelte non sarei al punto in cui sono adesso.
So benissimo che fatte certe scelte ne docrò fare altre. Tutte le scelte di una vita sono connesse le une alle altre.
So che certe scelte comportano dei rischi. So che certi rischi vorrei non doverli mai affrontare.
Rimanere in sospeso, nell' iperuranio (direbbe il mio professore del liceo), non porta a niente.
O ci stai di merda o diventi passivo, rimani a guardare la tua vita da semplice spettatore anzichè viverla da protagonista.
Sabato voglio iniziare.
Non perché sto cercando di rimandare ma perché obiettivamente è il primo giorno libero dall'università che posso dedicare a queste scelte. O alla discussione delle stesse.
Rischi annessi e connessi sono impliciti alle scelte.
Non credevo di poter mai farlo, ma voglio rischiare.
'Sta cazzo di sceneggiatura della mia vita voglio scriverla io.
(trad.) È un po’ divertente
questa sensazione che ho dentro
Non sono uno di quelli
che riescono a nasconderlo facilmente
Non ho molto denaro,
ma, dannazione, se l’avessi
comprerei una grande casa
dove potremmo vivere entrambi.
Se fossi uno scultore, ma anche se non lo fossi
o uno che prepara pozioni
in uno show itinerante
So che non è molto,
ma è il meglio che posso fare
Il mio regalo per te è la mia canzone
e questa è per te
E puoi dire a tutti,
che questa è la tua canzone
Forse è molto semplice
ma ormai è fatta.
Spero che non ti dispiaccia,
spero che non ti dispiaccia
quello che ho messo per iscritto
Come è meravigliosa la vita
ora ce ci tu sei nel mondo.
Mi sono seduto sul tetto
e ho tolto il muschio con un calcio
Allora alcuni versi
beh, mi sono proprio girati nella mente
Ma il sole è stato davvero gentile
mentre scrivevo questa canzone
È per le persone come te
che lo tengono acceso
E scusami se l'ho dimenticato
ma è una cosa che mi succede
lo vedi, ho dimenticato
se sono verdi o azzurri
comunque ciò che conta,
quello che voglio davvero dire,
è che i tuoi sono gli occhi più dolci che ho mai visto
E puoi dire a tutti,
che questa è la tua canzone
Forse è molto semplice
ma ormai è fatta.
Spero che non ti dispiaccia,
spero che non ti dispiaccia
quello che ho messo per iscritto
Come è meravigliosa la vita
ora ce ci tu sei nel mondo.
Spero che non ti dispiaccia,
spero che non ti dispiaccia
quello che ho messo per iscritto
Come è meravigliosa la vita
ora ce ci tu sei nel mondo.
Spero che non ti dispiaccia,
spero che non ti dispiaccia
quello che ho messo per iscritto
Come è meravigliosa la vita
ora ce ci tu sei nel mondo.
Appena tornato a casa dalla città delle tre T, qualunque esse siano.
Due giorni che mi ci volevano proprio.
Per riposarmi, rilassarmi, ridere, bere, uscire, sentirmi infreddolito, sentirmi stanco, sentirmi riscaldato, sentirmi caldo (ahahah), sentirmi tutto furché solo, sentirmi coperto da un plaid blu, sentirmi stravolto dopo aver sentito tutte queste cose.
No questa è sfortuna allo stato puro, gente.
Scrivo in diretta seduto dalla tazza (grazie wireless).
Sì, il cesso.
Sarà sconcertante ma a me sigaretta e caffè in sequenza fanno un certo effetto. Esplosivo. Solo al mattino per fortuna.
Faccio tutto quello che Dio biologicamente mi ha dato da fare come ogni mattina.
Mi metto a giocare con in rubinetti del bidet accanto in attesa che il mio corpo faccia tutto da solo (un po' come si fa con un cane quando lo si porta nelle aiuole sotto casa). E giro e rigiro i rubinetti. Non esce acqua.
Allora, atterrito (e vi parlo di 5 minuti fa) faccio la prova con lo sciacquone del cesso.
Niente acqua.
Mi ritorna in mente, come un flashback nei film, l'avviso giù vicino alle cassette della posta con su scritto che avrebbero sospeso l'erogazione dell'acqua dalle 9 alle.... ecco non mi ricordo fino a quando.
Ora io avrei pure l'esigenza di uscire a sbrigare le mie cose e son piantato qui. Perché se non mi posso pulire e poi lavare (ci mancherebbe) io non vado proprio da nessuna parte (ci mancherebbe!!).
Non esco nemmeno dal bagno.