Sostanzialmente il solito

vita vissuta. nulla di più.
05/11/2009

A

Ormai è assodato: ho l'influenza A. E' una normale influenza, sì, ma è pur sempre una cosa che fa morti ogni tanto. Quindi mi preoccupo, và.
Ecco, io vorrei che avesse effetti nefasti su di me. Vorrei addormentarmi in camera mia all'improvviso a causa dell'altissima temperatura e risvegliarmi in una camera d'ospedale, una di quelle tutte bianche.
Vorrei vederci appannato per poi vederci meglio. Vorrei avere difficoltà a sentire quello che c'è attorno a me.
Vorrei riuscire a sentir bene come prima frase "Mi dispiace signora ma l'influenza ha avuto delle ripercussioni violente sull'organismo di suo figlio. Adesso è tutto a posto, i valori sono nella norma ma c'è un problema. Suo figlio ha totalmente rimosso la memoria e i ricordi relativi agli ultimi sei mesi".
Dio, sarebbe bellissimo.
postato da Nciompo alle ore 20:43 | Permalink | commenti / commenti (pop-up)
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13/09/2009

no

Io soffro il cambiamento.
Ormai questo è chiaro.
Avrò scritto almeno altri dieci post con questo concetto di base, questo filo logico.
Io non sopporto il farmi delle basi e non potermici poggiare su.
Non sopporto il fatto di avere tanti cambiamenti in troppo poco tempo. E' una cosa che mi rende instabile e che non sopporto.
Perché ogni tanto un po' di sicurezza nella vita ci vuole, cazzo.
E io vorrei cose certe tra le mani. Non averle mi destabilizza.
Aspettare mi destabilizza.
Aspettare i risultati di questo test che deciderà la mia vita: è una cosa, Ethan, che è diventata asfissiante, logorante; me la porto dietro tutto il giorno.
Mi porto tutto in testa: dio solo sa -se c'è- quanto mi peserebbe la testa se tutto quello che ho dentro fosse materia.
Legare così tanti cambiamenti, così tanti giri di boa ad un evento soltanto è una cosa orrenda.
Un solo avvenimento, un risultato, a cui è legato (credo) di tutto. E troppe speranze, desidéri...
...come si dice...
'cose che vorresti accadessero e che ti cambiassero la vita estremamente in positivo dopo secoli che le desìderi'.

Per questo sono in un periodo 'no'.

Ed il non poterne parlare davvero con nessuno, Ethan, è frustrante.
Per quanto mi fossi ripromesso di non scrivere su questo blog per un po', lo vedo come la mia unica valvola di sfogo.
Forse solo qui riesco a tirare fuori tutto.
Sono un paranoico di merda, lo so.
Nel bene e nel male, sono Davide.

A presto
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23/08/2009

push the button

Ci provo con tutto me stesso.
In modo continuo. Con tutti. Ovunque.
Ma non ci riesco.
Non riesco a non pensare che manchi così poco tempo alla mia partenza. Le partenze, che siano belle o brutte, in quanto rottura di un qualcosa che si è stabilizzato, mi indispongono.
Hanno inventato il tasto 'Like' su Facebook, il tasto Invio sul pc, il tasto F5 per aggiornare.
A me basterebbe una cosa normale, una cosa banale, una cosa già abbastanza conosciuta, che tutti sanno già cosa sia:
VOGLIO IL TASTO PAUSA. E godermi questi ultimi 15 giorni per i prossimi TOT anni.
Anzi... il tasto FAST FORWARD >>, per vedere cosa avrò in mano fra più o meno un mese.
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12/08/2009

Mi sento una merda oggi.
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07/06/2009

ther's a "present" for you

C'ho la tachicardia. Non so da quanto tempo non capitava ma la mia domenica di giugno ha un beat più veloce.
Il non avere nulla di chiaro di fronte a me, o dentro di me, mi porta sempre ad essere ansioso.
Se non posso prevedere quello che capiterà da qui a poco, divento una larva, non riesco a connettere cuore e cervello. Odio vivere sprazzi di vita nel buio totale dell' incertezza (non mia ma generale).
So già cosa voglio fare nella mia vita futura, so cosa mi aspetta a settembre: il test, l'attesa del risultato del test, una facoltà ed un ambiente totalmente nuovi per me e che so già che, nel migliore dei casi, potranno rendermi felice.
Tutto ciò che mi angoscia riguarda il presente e l'immediato futuro che mi sta scappando rovinosamente di mano.
E questa continua incertezza (il corsivo sta a significare il senso lato del termine) di ciò che mi potrebbe accadere da qui a poco tempo dopo, mi accompagna da circa due mesi a questa parte, cioè da quando ho deciso di cambiare e dare un'altra piega alla mia vita in modo da darne di conseguenza un'altra al mio futuro.
Mi hanno fatto notare quelli che io adesso, col senno di poi, chiamo effetti collaterali: sto cambiando.
Non so se sto crescendo. Ma sto cambiando e cambia tutto quello che c'è attorno a me. Mi hanno fatto notare che sono totalmente diverso rispetto all'estate scorsa. Mi è stato fatto notare (e qui la smetto con le anafore, giuro!) che non riesco più a esprimere i miei sentimenti; l'affetto, il rispetto e l'attaccamento ad una persona; non parlo più allo stesso modo (e qui non penso che stia influendo la vita torinese perché io noto soltanto un' accentuazione della mia cadenza siciliana e dei suoni che la contraddistinguono - spesso elementi per prendermi facilmente per il culo e per cui ho smesso di prendermela da un pezzo); non scrivo più allo stesso modo.
Mi è stata messa la pulce nell'orecchio sul mio (spero ipotetico!) conformarmi agli altri e alle persone che mi stanno attorno, assorbendone troppe caratteristiche che mi diversificano rispetto al Davide-versione-base.
Pensando a questa cosa ed avendo i dubbi su quello che sarà di me prossimamente, mi viene solo da pensare dove andrò a finire a breve e se davvero ho perso quello spicchio di personalità che mi contraddistingueva.
Mi ritenevo una persona originale.
Ma adesso non ci credo più di tanto.

No, non dirò mai Che ne sarà di me? con la zeppola come Muccino. Se mai dovessi dirlo, Bin, sei autorizzato a far esplodere uno dei tuoi sotto la mia scrivania.
postato da Nciompo alle ore 18:15 | Permalink | commenti (3) / commenti (3) (pop-up)
categoria: torino, accidia, samma, pessimismo ghepardiano, ermeticocomeuntupperware, perlacomprensionedipochi


21/05/2009

country

Manco da tanto.
Questa pagina è stata visitata da me medesimo poche volte negli ultimi mesi per la sola ragione di non volerla totalmente dimenticare. Cosa che comunque è stata. Sono cambiate moltissime cose nella mia vita e guardandomi indietro vedo che non è stato un periodo facile. L'elemento 'cambiamento' è una costante nella mia vita ed in questo momento mi sento tanto come un lavoratore precario che passa da un boss ad un altro in cerca di stabilità. Mi piace il cambiamento, le continue sorprese (piacevoli) ma credo di aver bisogno anche io di una certa stabilità, di fermarmi a pensare a me stesso e di decidere di fare una cosa e farla una volta per tutte, portandola a termine.
L'ultima volta che mi sono fermato a pensare ha dato i suoi frutti. Ho lasciato definitivamente ingegneria edile per andare verso la mia vera passione, coltivata in sordina in questi ultimi 3 anni: la fotografia, la grafica e tutto ciò quello che concerne queste due discipline, a volte legate fra loro. Quando ho preso questa decisione non sono stato sempre sostenuto, specie dai miei e da certe persone che mi dicevano fosse troppo tardi a 22 anni cominciare da zero e ricominciare da capo, soprattutto con gli studi di liceo scientifico che mi ritrovavo alle spalle. Ma sinceramente non me ne sono curato poi così tanto, nè delle opinioni nè di queste persone. Miei genitori compresi.
Ho lasciato l'università in febbraio e ho atteso/attendo tutt'ora settembre, passando da un colloquio ad un lavoretto occasionale di un paio di giorni al mese ben retribuito. Mi sono messo a confronto col mondo del lavoro, quello spicciolo, quello diretto, quello dei colloqui e delle prese per il culo e dei sottopagamenti. In conclusione ho dovuto mio malgrado abbandonare Torino, così poco raccontata a me stesso in questa pagina della rete, ma tanto amata e tornare a casa, nell'attesa del fatidico settembre. Che poi, pensandoci, è il mese che segna la fine di un ciclo e l'inizio di un altro totalmente diverso. Come me. persone a me carissime mi hanno fatto notare che sono nettamente cambiato rispetto all'anno scorso. Riflettendo, capisco e mi rendo conto di quanto ogni singolo evento della propria vita, per quanto esaurito e dimenticato, lasci una traccia, anche minima, in una persona. Ed è successo anche a me. Adesso cerco un mio equilibrio totale, nella mia vita affettiva e nella mia vita sociale, nella mia famiglia in cui non riesco più a stare purtroppo, dopo 3 anni fuori casa, e nella mia vita da studente. Adesso, sto a casa. A Modica. In quella città che nell'ultimo anno ho rinnegato come mai negli anni precedenti. Cerco di riabituarmi forzatamente ed ad impiantare certi miei stili di vita in queste mura che non mi avevano mai visto così. Forse sto crescendo. O forse no.

I wanna believe in someone
I wanna believe in something
I wanna believe that i can

(Innerpartysystem - What We Will Never Know)
postato da Nciompo alle ore 17:22 | Permalink | commenti (2) / commenti (2) (pop-up)
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05/02/2009

what goes around comes around

... ovvero chi semina vento raccoglie tempesta. Che non c'entra niente con tutto ciò che probabilmente dirò, visto che è uno di quei post che mi vengono soltanto dal momento in cui comincio a pigiare tasti.
E' soltanto la canzone che sto ascoltando adesso, nulla di più. La traduzione, a cui io non sarei mai arrivato da solo, l'ho presa dai sottotitoli della seconda stagione di Gossip Girl che sto guardando in streaming in lingua madre, cosa che mi fa ardentemente desiderare di andare ad abitare in un paese anglofono.
Oggi si prospetta la più noiosa delle giornate, da solo, in una Torino più grigia del solito.
Il mio coinquilino è a Milano con suo padre al MADEexpo.
E io? Mi divido tra iTunes, Camel Lights e biscotti al burro provenienti dalla Sicilia.
Tutto, nella noia più totale. Mi sono svegliato alle 9, stamattina, che dio solo sa perchè così presto.
Neanche quando avevo l'obbligo delle lezioni riuscivo a svegliarmi così presto la mattina, per quanto le 9 del mattino non siano nè presto nè tardi.
Oggi, che non avevo nulla da fare o appuntamenti a cui non mancare, Morfeo mi ha abbandonato anticipatamente, porcogiuda.
Il risultato è la noia più totale.
Se i muri di questa stanza potessero parlare...
...parlerei con loro.
Non dicono una parola: sono coì asociali i muri d'oggi.
postato da Nciompo alle ore 13:25 | Permalink | commenti (1) / commenti (1) (pop-up)
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28/08/2008

wind of change

Rischio di essere monotono, sostanzialmente al solito.
Ma il cambiamento mi rende instabile.
Di nuovo.
postato da Nciompo alle ore 21:49 | Permalink | commenti (3) / commenti (3) (pop-up)
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16/07/2008

No title

Sono vivo. Vègeto non so, ma vivo. Nessun post da scrivere, nessuna paranoia da raccontare, nessuna disavventura su cui ridere. Avevo nostalgia del Sìi paziente, credo... O forse voleo vedere se era cambiato un pò qualcosa su Splinder. Infatti no. Au revoir!
postato da Nciompo alle ore 14:29 | Permalink | commenti (1) / commenti (1) (pop-up)
categoria: saluti, accidia


08/04/2008

"scusa potrei...

"... chiudere la finestra?" è la frase tipica di questi giorni di umidità densa come il burro, all' università. Le pareti a vetro creano un microclima tropicale dentro l'aulastudio e non mi stupirei di trovare ragazze in bikini.
Anzi, forse ci sarebbe finalmente qualcosa da guardare oltre al solito culetto sculettante o alla solita rossa chioma fluente. E i commenti dei colleghi avrebbero un senso. Colleghi arrapati come un elefante a primavera che al minimo dondolio di deretano sbavano liquido dalla bocca (e mi auguro solo da lì). Non è che io non apprezzi. Anzi... I belvedere li chiamano così proprio perchè sono 'bel', per l'appunto.
Ma se un culo lo vedo una, due tre volte poi ad un certo punto non ci faccio più caso, a meno che, e qui mi ripeto, non sia una superfiga in tanga che mi sculetta ad una spanna dal naso. La carne è pur sempre debole. Ma la decenza no.
Descritta così l'aula studio sembra il ritrovo di centinaia top-model laureande in ingegneria. Ma in realtà le cozze non mancano. Anzi: forse sovrabbondano. basta guardare le peggiori per inibire qualsiasi tuo istinto animale. Lì il bassotto torna a cuccia e ci si chiude pure dentro violentemente. ...'non fatemi uscire!'...
Oggi pomeriggio invece sto chiuso in camera (non la mia tra le altre cose) ad ascoltare la registrazione di meccanica razionale (che a sentire il nome di 'sta materia sembra una parolaccia e invece no).
Nell' angustità del giorno che volta alla sera, davanti al monitor del pc ad ascoltare con un windows media player che mai si era impallato così, nella depressione  di questi fogli scarabocchiati e corretti in rosso, una ragazza che mi passa accanto in tanga sculettando mi ci vorrebbe proprio...
(sbav!)
postato da Nciompo alle ore 17:52 | Permalink | commenti (7) / commenti (7) (pop-up)
categoria: accidia, problem-uni, fancazzismo cronico


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