Di sicuro la mattina non comincia nel modo migliore.
I problemi di stomaco che mi costringono a scrivere dal bagno (!) non sono un buon segno premonitore.
Dopo essermi alzato è stato tutta una serie di contorcimenti vari dentro lo stomaco e proprio in questo momento sto dando i miei risultati.
Mentre nella città si sentono scoppi per la festa di S.Agata, che è il 5, ma che fanno sembrare questa mattinata come bombardata che nemmeno Anna Frank, sento che oggi qualcosa non andrà.
Non ci credo nei "segni" ma stamattina ce ne sono stati troppi. Un esempio, per me lampante, l'ho trovato nel balcone.
Ho lasciato una rigogliosissima e verdissima pianta grassa questo fine settimana e l'ho ritrovata stamattina tutto tranne che verdissima e rigogliosissima. Una pianta grassa di quelle con le foglie spesse come suole di scarponi da lavoro, che solo se le strizzavi ti ci usciva l'acqua per farti la doccia. Stamattina era tutta raggrinzita, debole, malconcia e attorno al vaso tutte le foglie a terra che, ovviamente, non erano più dove le avevo lasciate. Le foglie, toccandole, sembrano la pelle della buon-anima della mia bisnonna. Secca, cadente.
Stamattina dovrò andare a vedere i risultati di chimica e questi non sono segni positivi, in cui, man mano che continuo a scrivere, sto cominciando a credere.
Stamattina devo presentare la documentazione per ricevere la borsa di studio e magari, presentandola oggi, mi diranno
'ci spiace, abbiamo finito il contante!' e mi daranno 5 euro di consolazione e quindi addio portatile!
Stamattina sarò in giro per Catania in motorino e magari facendo brillare un qualsiasi botto per S.Agata, questo brillerà su di me, costringendomi ad una frenata pazzesca e costringendo ad altrettanta frenata 6 km di viale Rapisardi, che frenando mi salirà addosso e io sarò costretto ad estorcere i soldi che mi spettano della borsa di studio per ripagare i danni alla mezza Catania che mi sta dietro. Magari, dico magari, la benzina si finirà e io rimarrò a piedi nel punto diametralmente opposto a casa mia, non potendo chiedere aiuto a nessuno dei miei coinquilini che si trovano diligentemente in aula studio di una facoltà che non è la loro e dove i cellulari non prendono affatto.
Magari adesso, alzandomi dal cesso (ah, a proposito: ho finito da un pezzo) mi slogherò una caviglia e cadrò, distruggendo rovinosamente il portatile del mio coinquilino che non sa che io l'ho portato al cesso per scrivere questo post che, a mano a mano che scrivo, mi fa convincere sempre più che dovrei passare la mattinata chiuso al buio a casa e nascosto sotto il letto.
Paranoico.