Sostanzialmente il solito

vita vissuta. nulla di più.
29/08/2009

there's a mail for you

Sai quando vuoi dire talmente tante cose da essere sicuro di dimenticarle se le dici a voce?
Oppure quando vuoi dire ad una persona cosa provi e hai paura della sua reazione, parlandogli faccia a faccia, e della tua, che non puoi controllare?

L'estate 2009 è stata un bellissimo giro di boa nella mia vita. Ho provato certe cose e sono riuscito a metterle per iscritto, magari poco lucidamente. Perché l'unica cosa lucida in quei momenti erano i miei occhi (e l'ho pure scritto!).
Con una splendida colonna sonora in loop, per altro.





"Hola.

Scrivo una lettera dopo una marea di tempo.

Non mi capitava di farlo credo da un paio d’anni ormai ed è una cosa che con Facebook e simili avevo smesso di fare.

La scrivo con in sottofondo “Postcards from Italy” di Beirut ed immancabilmente, quando l’ascolto, per quanto non sappia minimamente di cosa parli il testo, mi ricorda voi.

Sto scrivendo esattamente 7 giorni prima di partire. Il countdown è partito ormai e io dentro mi porto un’angoscia orrenda che mi fa diventare gli occhi lucidi.

Credo sia la primissima volta, da che io mi ricordi, che ho l’angoscia pensando di lasciare Modica.

Forse perché per la primissima volta credo di lasciarci qualcosa: tanti ricordi.

E’ stata un’ estate lunga ed incerta per me.

Sto qui da metà maggio ormai e il continuo pensiero dell’ università e della nuova facoltà mi hanno accompagnato giorno per giorno.

Anche se, e questo devo ammetterlo, la maggior parte delle volte che stavo insieme a voi riuscivo a non pensarci affatto. Sebbene vi abbia stressati con altri tipi di confidenze (rido).

Per la prima volta nella mia vita sono riuscito a non curarmi affatto di ciò che la gente avrebbe potuto pensare di me, di cosa avrebbe potuto dire e di come avrebbe potuto guardarmi.

Ho scoperto in questi pochissimi mesi cosa significa voler bene a tante persone, conosciute da poco, contemporaneamente e cosa significhi voler bene in maniera particolare ad alcuni in particolare, in mezzo al gruppo.

Ma questo non penso sia una cosa da imputarmi. Tutti fanno differenze a questo mondo e ci si affeziona in modi diversi alle persone.

Ho sentito in mezzo a tutti voi una specie di aura particolare.

Avete presente quell’ aria da pranzo della domenica, quello che solitamente si fa dalle nonne, in quelle lunghe tavolate piene di parenti che parlano fra di loro, litigano, ridono?

Ecco.

Una specie di enorme famigliola, con i pro e i contro, con le risate e con i litigi, con i momenti di totale coesione e i tanti di rottura.

 

Sono capitato in mezzo a voi per caso, per purissimo caso.

E’ stata una specie di catena di conoscenze nuove, una dopo l’altra: un po’ come succede su Facebook, insomma.

Prima Fabrizia, di cui non posso dimenticare i primissimi tempi in cui mi trattava come se fossi un pulcino (rido) al suo seguito, a cui non voleva far avere traumi (io perlomeno l’ho interpretata così)

“Davide, io un attimo vado verso la creperia. Ti posso lasciare qui?”.

E da lì uno dopo l’altro: Massi, Enza (che giuro, all’inizio mi metteva una soggezione incredibile), Rachele, Raffaele, Chiara, Salvo, Saro e … beh, non ricordo l’ordine preciso e giuro, non faccio certo differenze citando questi al posto di altri.

Vado a ricordi.

 

A poco a poco ho cominciato a conoscere tutti, più o meno.

C’è chi me lo ha permesso quasi da subito e chi ha mi ha guardato un po’ con diffidenza. Era una cosa normale e non m’importava perché pur non conoscendo ancora nessuno a fondo cominciavo a sentire che mi sarei trovato bene un giorno, se avessi avuto la possibilità di conoscere tutti davvero.

 

Non immaginavo di certo fino a questo punto!

 

I più razionali fra voi penseranno che tutto sommato siamo vicini fra noi, sparsi nelle varie città d’ Italia e possiamo raggiungerci l’un l’altro in poco tempo, se lo vogliamo.

Ma non è questo il punto.

E’ come quando ci si trasferisce in una casa nuova, o come quando si parte per l’ università e devi lasciare il focolare domestico.

Nel mio caso il focolare era ilpalco in piazza o i due muretti di Sampieri, quelli uno di fronte all’altro.

 

Mi dilungo sempre troppo quando parlo e darmi del logorroico sarebbe un eufemismo certe volte.

Il punto di tutte queste parole è…

Il volervi dire di cuore e in maniera davvero sentita da parte mia: GRAZIE.

 

Grazie perché per la prima volta nella mia vita mi sono veramente sentito accettato per quello che sono e non per quello che sembro o per quello che dovrei essere.

Grazie per non avermi mai giudicato.

Grazie per l’appoggio morale che ho avuto nei momenti ‘no’ che ho avuto alcune volte e per i consigli ricevuti, che tante volte mi sono tornati utili; anche se alcuni mi sono stati dati in stati mentali un po’ annebbiati dall’ alcool. Forse quello è stato il miglior consiglio ricevuto.

Grazie per avermi fatto sentire Modica come una casa, finalmente. Era una cosa che non succedeva ormai da anni.

Grazie a chi mi ha fatto provare emozioni ormai dimenticate che pensavo fossero rimaste nella fase adolescenziale.

Grazie per avermi fatto scoprire qui vicino posti meravigliosi che mi fanno sospirare anche solo guardandoli in foto o ricordandoli.

Grazie per avermi fatto scoprire posti dentro me che pensavo davvero di non avere.

Grazie di tutte le risate che mi avete fatto fare.

Grazie delle sigarette offerte.

Grazie dei passaggi quando non avevo la mia macchina.

Grazie dei rituali che eravamo soliti svolgere ogni santa sera, che per quanto ad un certo punto sembravano noiosi, vi assicuro che già mi mancano.

Grazie a chi ha fatto la fila per il cornetto al posto mio.

Grazie a chi mi ha dato qualche dritta sullo stile e sul vestiario (mi sono messo a ridere mentre scrivevo questa cosa) e che mi considera ‘la propria creatura’ (anche se, mi dispiace, non metterò mai né correttore né matita!).

Grazie della pazienza con cui mi avete sopportato mentre facevo foto a raffica, prendendovi anche in pose a voi non gradite o in angolazioni che non esaltavano la vostra immagine.

Grazie di ogni singolo abbraccio e di ogni bacio ricevuto, qualunque fosse la sua natura.

Grazie di ogni momento in cui mi avete fatto sentire parte di un gruppo, di una comitiva.

Grazie di avermi fatto stare bene.

 

Era una cosa che mi mancava.

 

 

 

Vi voglio bene."

 

Ecco, certe volte non riesco proprio a trattenermi.
postato da Nciompo alle ore 13:15 | Permalink | commenti (4) / commenti (4) (pop-up)
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28/08/2009

Ah quanto mi ci rispecchio ultimamente...

A parte le B&H...
Cosa mi aspetto dal domani? Di sole in faccia no, ma in fondo io ci spero ancora. che tu ci sia nel mio domani. E se ti incontrerò, spero di sfiorare le tue mani. Soli eppure in mezzo alla gente io e te, riscaldati dal calore di una "Benson and Hedges": se mi vuoi, domani sara' un giorno migliore, vedrai... E cosa dire di noi?
Forse che in fondo non importa se tu mi vuoi. Cosa mi aspetto dal domani? Beh credo che sia giusto dirti che non voglio niente senza te.
E tu sei molto di piu' di quello che tu sai: sei sole e pioggia negli inverni miei. Se mi vuoi, domani sarà un giorno migliore vedrai.

Aspetta almeno un minuto! Non dirmi che non mi vuoi; devo trovare un appiglio prima che tu te ne vai da me. Ohh... Apri le tue ali e vola via con me...

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12/08/2009

Conversation on a dancefloor

-Guarda come si vedono bene le stelle stasera, soprattutto quelle qui davanti.
*Vero. Guarda, quelle tre sono le più luminose.
-Quello là è Venere, non è mica una stella.
*E tu come fai a saperlo?
-Io ho studiato al liceo. Forse la geografia astronomica è stata l’unica materia veramente interessante in 5 anni.
*E chi te lo dice che quello sia proprio Venere?
-La mia spropositata cultura che attinge al libro di geografia.
*Ah, aspetta. Quella là è anche luminosa e con le due di prima forma un triangolo.
-Vero. No, anzi no. La stella del vertice superiore è molto meno luminosa rispetto alle altre.
*Cavolo, hai ragione. E allora il triangolo che fine fa?
-Ah boh. Guarda guarda guarda! C’è una stella cadente!
*Guarda che è soltanto una falena illuminata dalle luci.
-Ma se esprimo un desiderio s’avvera?
*...Prova.
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10/08/2009

starry night

Dalla notte di S.Lorenzo in spiaggia non mi aspetto niente. Né le stelle cadenti, né il romanticismo, né abbracci, né il freddo...
Solo una gigantesca sbronza e ciò che ne consegue.

No, non il vomito.
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09/08/2009

bonaccia

Non ricordo con chi ho affrontato il discorso circa l'anno 2009 come anno del giro di boa, cioè del cambiamento netto, deciso, forte, stravolgente.
So solo che la mia vita è un continuo cambiamento di coordinate e spesso vorrei tanto trovare la bonaccia, per poter vedere le vele cadere sgonfie e per dire 'ci siamo fermati!'.
C'è chi cerca sempre la novità nella vita. Cerca magari un nuovo stimolo o qualcosa di diverso che possa dare un po' di movimento, una scossa a tutto quello che si vive giorno per giorno. Ne facevo parte anche io, di queste persone, ed è per questo che capisco bene un periodo di quel genere.
Però arrivi ad un punto in cui, pur non avendo finito le forze, potresti continuare a cercare qualcosa di nuovo e di differente per te. Ma non ce la fai più: perché sei stanco.
Sono stanco. Ho sonno, se proprio dobbiamo rimanere nel perimetro di questa metafora. Avrei la forza di condurmi avanti, di cercare nuovi stimoli come in realtà faccio giorno per giorno e soprattutto in questo periodo della mia vita, l'estate.
Per quanto contraddittorio io possa sembrare adesso, per la prima volta dopo un sacco di tempo, sento di dovermi fermare.
Mi manca la tranquillità: casa, amore, università sono tutti aspetti che quest'anno hanno influito su di me come non mai, conducendomi a scelte più o meno dure o difficili da comunicare, scontrandomi contro cose che si sono poi rivelate illusioni o mancate aspettative.
Per la prima volta in vita mia non faccio progetti di nessun tipo. Non riesco più a razionalizzare tutto. Se faccio progetti, ho imparato, è ovvio che io mi metta davanti degli obiettivi ben precisi. Però puntualmente non ce la faccio a raggiungerli e quindi si scatena tutta una sorta di pessimismo cosmico interno che mi fa pensare a Leopardi come ad un pivello.
Parlando con una persona a me molto cara, ultimamente, noto che il mio cambiare si nota dall'esterno. Si nota dalle mie parole, dai miei discorsi, dal mio pormi con la gente, anche quella che non conosco, in maniera totalmente differente e in un modo che mi è valso la frase tipica di certe persone che ti conoscono bene: "non ti riconosco più. Un mese fa avresti detto perfettamente il contrario".
E' vero. Ma ritengo che non ci sia nulla di negativo. Anzi. Non so se dare il merito di questo mio cambiamento, o solo qualche aspetto di esso, ad una persona in particolare, che è riuscita, non so come, a sboccare qualcosa. A togliere le strozzature.
So che per adesso mi va bene tutto. Mi va bene uscire e fare totalmente niente: alla fine conta con chi esci, non cosa fai. Mi va bene stare a guardare: forse era ora della panchina, del riposo e dell'attesa di un prossimo cenno del mister.
Mi va bene questa stasi, perché in questa zona di bonaccia, in questa mia post-adolescenza, ho trovato qualcosa di bello e non mi importa se sia condiviso oltre che da me. So che è un bel momento e vedo che scatena in me cose che avevo dimenticato.
Forse mi rispecchio tanto in questa frase di Saturno Contro, che avevo totalmente dimenticato, per quanto la adorassi e per quanto sia inserita in uno dei miei innumerevoli profili sul web. Sono rimasto di stucco la prima volta che al cinema l'ho sentita pronunciare, o meglio... pensare dal fidanzato del personaggio a me omonimo (nel film):
Non voglio sorprese, novità, colpi di scena, voglio che tutto rimanga come adesso. Per sempre. Anche se so che per sempre non esiste.
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categoria: post-cena, samma, ermeticocomeuntupperware


07/06/2009

ther's a "present" for you

C'ho la tachicardia. Non so da quanto tempo non capitava ma la mia domenica di giugno ha un beat più veloce.
Il non avere nulla di chiaro di fronte a me, o dentro di me, mi porta sempre ad essere ansioso.
Se non posso prevedere quello che capiterà da qui a poco, divento una larva, non riesco a connettere cuore e cervello. Odio vivere sprazzi di vita nel buio totale dell' incertezza (non mia ma generale).
So già cosa voglio fare nella mia vita futura, so cosa mi aspetta a settembre: il test, l'attesa del risultato del test, una facoltà ed un ambiente totalmente nuovi per me e che so già che, nel migliore dei casi, potranno rendermi felice.
Tutto ciò che mi angoscia riguarda il presente e l'immediato futuro che mi sta scappando rovinosamente di mano.
E questa continua incertezza (il corsivo sta a significare il senso lato del termine) di ciò che mi potrebbe accadere da qui a poco tempo dopo, mi accompagna da circa due mesi a questa parte, cioè da quando ho deciso di cambiare e dare un'altra piega alla mia vita in modo da darne di conseguenza un'altra al mio futuro.
Mi hanno fatto notare quelli che io adesso, col senno di poi, chiamo effetti collaterali: sto cambiando.
Non so se sto crescendo. Ma sto cambiando e cambia tutto quello che c'è attorno a me. Mi hanno fatto notare che sono totalmente diverso rispetto all'estate scorsa. Mi è stato fatto notare (e qui la smetto con le anafore, giuro!) che non riesco più a esprimere i miei sentimenti; l'affetto, il rispetto e l'attaccamento ad una persona; non parlo più allo stesso modo (e qui non penso che stia influendo la vita torinese perché io noto soltanto un' accentuazione della mia cadenza siciliana e dei suoni che la contraddistinguono - spesso elementi per prendermi facilmente per il culo e per cui ho smesso di prendermela da un pezzo); non scrivo più allo stesso modo.
Mi è stata messa la pulce nell'orecchio sul mio (spero ipotetico!) conformarmi agli altri e alle persone che mi stanno attorno, assorbendone troppe caratteristiche che mi diversificano rispetto al Davide-versione-base.
Pensando a questa cosa ed avendo i dubbi su quello che sarà di me prossimamente, mi viene solo da pensare dove andrò a finire a breve e se davvero ho perso quello spicchio di personalità che mi contraddistingueva.
Mi ritenevo una persona originale.
Ma adesso non ci credo più di tanto.

No, non dirò mai Che ne sarà di me? con la zeppola come Muccino. Se mai dovessi dirlo, Bin, sei autorizzato a far esplodere uno dei tuoi sotto la mia scrivania.
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01/09/2008

sunto

joint&alcohol-addicted team #1 - edited
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categoria: saluti, yuppi, samma, enumerazione di fatti


28/08/2007




Ho aspettato la raggiante Catania di Carmen con ansia. Ora rimpiango il mare che ho lasciato.

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26/08/2007

L'estate di mio fratello

L' estate più corta della mia vita. Neanche un mese fa uscivo, senza aver realizzato completamente, dall' ufficio della prof di fisica con il libretto firmato in mano - finalmente. Estate atipica. Perchè non sono riuscito mai a stare nello stesso posto, sono riuscito a non cristallizzarmi sempre con le stesse persone, ho rinunciato al mare al mattino per la chimica (dai, c'ho provato in fondo!) o per il cazzeggio casalingo, ho rinunciato a uscire a volte per rimanere a casa. Anche di sabato sera. Come ieri sera. Ieri sera sarebbe stata l'ultima serata di lungomare, l'ultima serata di sabato. L' ultima serata. E basta. E sono rimasto a casa con mio fratello a parlare. Si noti che mio fratello ha due anni. Non c'è nè la compagnia di dove sto abitualmente nè la compagnia del paesino accanto. In compenso ho passato un sabato alternativo in terrazza con mio fratello. Noto che i bambini non sono più ingenui come una volta. Non si può fare più una capanna con un tavolo che fa casa e una sedia a mò di porta. Una scopa non fa più cavallo, una tovaglia non fa più tetto. Non esiste più il lupo che ti mangia se fai arrabbiare la mamma, non ci si rassegna a cercare "il topolino che ha preso il ciuccio (succhiotto, chiamatelo come vi pare) che non c'è più" perchè gli si devono dare le botte con la scopa perchè è stato "moLello". L' infanzia di una volta è andata a puttane. Chi non ha mai preso rifugio sotto un tavolo con ogni lato sbarrato da sedie? Chi non aveva paura nella più tenera e mielosa età del lupo cattivo che se non mangiavi tutta la pasta si arrabbiava? Insomma perchè i bambini di due anni hanno l' acume di quelli di 6? Sarà tipo come i vestitini dei bimbi? Cioè il pupo ha 5 anni ma gli si compra la setteanni (tutto attaccato). Mio fratello rientra in questa generazione di piccoli rompicoglioni sottuttoio. Mio fratello è forse troppo avanti con l'intelligenza. O sono io che ho avuto un'infanzia disturbata?

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25/07/2007

Fiuu!

Ho appena finito. Ho fatto lo scritto di fisica. Sono nella merda in entrambi i casi. Se non passo, se ne parla a settembre. Se passo, se ne parla dopodomani, con l'orale, perciò tirando due conticini... Ho un giorno soltanto per preparare un probabile orale semi-decente. O semi-schifoso, a seconda dei punti di vista.
Tuttavia, dopo venerdì 27 andrò in vacanza. In una località di mare a 15 km da casa mia, depressiva e senza un briciolo di divertimenti. Senza internet, ma sarò in vacanza. Ho commentato un pò dove c'era da commentare. Se mi collegherò rarissimamente sarà già tanto, quest'estate.
Perciò la metro chiude per un pò.
Giusto fino a settembre.
Da qui a settembre fatevela a piedi. Bye!

postato da Nciompo alle ore 14:05 | Permalink | commenti (8) / commenti (8) (pop-up)
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